testi e ideazione performativa di Matteo Balbo

fascia d’età consigliata: dai 10 anni
per gruppi di 30/35 partecipanti
durata: 60 minuti circa

Silent skills è una proposta esperienziale che nasce dalla necessità di indagare il mondo dei ragazzi dall’interno, stimolando il dibattito tra pari con domande e inviti all’azione. Il focus di intervento è orientato al riconoscimento delle competenze e alla promozione della diversità come valore, favorendo lo sgretolarsi dei pregiudizi culturali e degli stereotipi sociali per mano dei partecipanti stessi. Un gruppo di studenti viene riunito in un’aula magna o in una palestra sgombra. Ogni studente indosserà una radioguida e si troverà all’interno di un labirinto invisibile. A seconda delle scelte che farà rispetto alle domande ricevute in cuffia, si muoverà all’interno dello spazio scenico fino ad arrivare, al termine del “gioco”, ad uno dei molteplici traguardi che la/o riguardano. I quesiti proposti hanno lo scopo di accompagnare ciascuno ad uscire dalla propria zona di comfort, cioè da quell’insieme di abitudini, di modi di fare, modi di essere, di comportarsi e di pensare, più conosciuti e rassicuranti. Per farlo si utilizzano allora gli strumenti del teatro, attraverso i quali il corpo agisce attivamente consentendo al cervello maggiore reattività e una stimolazione intellettiva più efficace ed efficiente. Tutti i processi inferenziali che si vanno ad incoraggiare ruotano intorno al sistema di relazioni proprio dei singoli partecipanti, con lo specifico e marcato riferimento agli adulti di riferimento (famiglia, scuola, sport, associazionismo, …). L’esperienza consente la compenetrazione tra la parte di contenuto e analisi con quella dell’azione partecipata. I giovani protagonisti infatti dovranno rispondere alle domande e agli stimoli spostandosi fisicamente nello spazio e attivando il proprio corpo. L’utilizzo delle radioguide permette, in un’unica azione performativa, la condivisione collettiva dell’esperienza, il giusto spazio personale per l’elaborazione della stessa e l’intimità necessaria – priva di giudizio – che consente di dare (e ricevere) risposte sincere e personali. Questo processo aiuta ad abbattere l’ansia del giudizio dei pari – così presente a quell’età – permettendo a ciascuno di esprimersi con maggiore libertà.