in collaborazione con Diana De Tomaso

Tra le più recenti direzioni di ricerca e sviluppo di Silent Play troviamo quella che si intreccia con il design for all, ossia quella metodologia progettuale di moderna concezione e ad ampio spettro che ha per obiettivo la progettazione e la realizzazione di edifici, prodotti e ambienti che siano di per sé accessibili ad ogni categoria di persone, al di là dell’eventuale presenza di una condizione di disabilità: piacevoli e fruibili il più possibile dal maggior numero possibile di persone, indipendentemente dall’età, dalla capacità e/o dalla condizione sociale.

Presupposto fondamentale del design for all è una comprensione profonda della natura umana, in cui la diversità non è un elemento che si aggiunge, andandolo a depotenziate, ad un soggetto potenzialmente ideale: al contrario, è qualcosa che riguarda ciascuno di noi ed è anzi la più profonda natura dell’essere umano, laddove l’essere umano “ideale” è una pura astrazione.

È nato così Silent Play for all, una modalità di progettazione inclusiva che si fonda sui principi del design for all e li incorpora nella creazione artistica, sviluppando soluzioni creative che al tempo stesso eliminano le barriere e arricchiscono l’esperienza di tutti. Silent Play for all è un’esperienza emozionale, multisensoriale e multimodale: la narrazione di sviluppa mediante il coinvolgimento dei 5 sensi (visivo, uditivo, tattile, olfattivo, gustativo) mentre una serie di

dispositivi ludici appositamente progettati permettono a ciascuno di avvalersi con naturalezza del linguaggio o della combinazione di linguaggi a sé più consona e accessibile. I diversi linguaggi intervengono non come mera traduzione, ma come elementi strutturali del gioco stesso: un coinvolgimento attivo, ludico e divertente dei diversi linguaggi in un unico gioco inclusivo, in cui ciascun partecipante interagisce con gli altri a diversi livelli.