di Carlo Presotto, Paola Rossi e Matteo Balbo

partenza dai Giardini Salvi (Vicenza)
durata 90 min circa

Corsi d’acqua e percorsi di penna per un viaggio tra gli echi di viaggiatori e cittadini illustri. Un itinerario che strizza l’occhio a Palladio per coglierne tra le righe i lati più segreti: quello incompiuto, quello nascosto, quello imitato, quello dimenticato, quello che non ti aspetti. Un percorso in punta di piedi, per veri intenditori o per chi semplicemente ama farsi sorprendere dai dettagli.

Silent Play una forma di spettacolo teatrale in cui gli spettatori sono dotati di cuffie che trasmettono una colonna sonora di suoni, testi, frammenti musicali e citazioni. Gli spettatori si spostano in gruppo seguendo una attore, Matteo Balbo, che fa da guida, compie azioni sceniche e dà il ritmo al percorso. Il filo conduttore di Pietre che parlano sono I quattro libri dell’architettura di Palladio, che però trovano riscontri imprevisti in discorsi e dialoghi che immaginiamo ascoltati e restituiti dalle pietre di strade, ponti e palazzi. Si tratta in realtà di spezzoni di film, trasmissioni tv o telegiornali. Palladio fra le righe è un percorso fra opere di dubbia attribuzione o incomplete, inglobate in altri edifici o completate da altri: un invito a giocare con lo sguardo e con l’immaginazione per individuare ciò che è di Palladio e ciò che non lo è. Geometrie palladiane si chiama così perché è un percorso che va dall’Arco delle scalette alla Rotonda. È il percorso più poetico e narrativo, ma con un finale in vista del cantiere del nuovo tribunale, che ci porta a riflettere sull’attuale assetto della città e sul suo futuro urbanistico. In tutti e tre i percorsi un ruolo fondamentale è rivestito dalle citazioni musicali, frammenti da Mozart al Chillout, da Charlie Parker alla musica Bollywood.
Carlo Presotto

debutto: 28 luglio 2012