Nell’ambito del progetto europeo “Start the Change” di cui è capofila Progettomondo.mlal, il 19 e 22 febbraio e il 9 marzo Carlo Presotto presenta la performance scritta a quattro mani con Diego Dalla Via. Lo spettacolo interattivo sul tema del profugato è stato inserito nel corso di formazione a Vicenza, Rovereto e Verona come strumento esperienziale rivolto a docenti ed educatori.

È nato nel 2016 come performance radioguidata all’interno del progetto “Silent Play” del Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia: una drammaturgia originale da ascoltare in cuffia, scritta a quattro mani da Carlo Presotto e Diego Dalla Via in collaborazione con Non Dalla Guerra e incentrata sul tema del profugato. “MEMORIE DEL NOSTRO FUGIMENTO. PARTIRE È UN PO’ MORIRE” – questo il titolo del lavoro – è stato poi ospitato nel settembre 2017, in una versione in lingua inglese, all’interno del “World Peace Forum” tenutosi a Hanina/Madaba in Giordania e in seguito a ciò adottato dalla Caritas giordana come strumento di formazione di base dei volontari in partenza per i contesti umanitari. E oggi è Progettomondo.mlal, capofila del progetto europeo “START THE CHANGE”, ad aver voluto “MEMORIE DEL NOSTRO FUGIMENTO” all’interno del programma delle giornate formative che si terranno tra febbraio e marzo a Vicenza, Rovereto e Verona sui temi dell’educazione alla cittadinanza globale.

Inserito in “START THE CHANGE” tra le azioni di ben 12 paesi europei, progettate con l’obiettivo di concorrere alla realizzazione dell’Agenda 2030 per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) con una particolare attenzione alla relazione tra migrazioni e disuguaglianze globali, il corso di formazione di Progettomondo.mlal è co-promosso da Amnesty International Italia e riconosciuto dal Miur per l’accreditamento formativo dei docenti. L’elemento maggiormente innovativo del modello proposto è la creazione di un “cortocircuito” tra scuola e mondo extra-scolastico, tra conoscenza e attivazione, tra dimensione personale, locale e globale.  In ciascuna delle tre città – a Vicenza il 19 febbraio presso l’Istituto Piovene, a Rovereto il 22 febbraio presso l’Istituto Don Milani e a Verona il 9 marzo presso il Liceo Montanari – sono previste tre giornate formative, ognuna dedicata ad un tema diverso: ed è nell’ambito della prima giornata di lavoro, incentrata su obiettivi, finalità e applicazioni dell’educazione alla cittadinanza globale nelle scuole, che la performance-dispositivo della Piccionaia è stata inserita.

La giornata sarà condotta da Mario Mancini, Presidente di Progettomondo.mlal, impegnato dal 1990 nella cooperazione internazionale tra America latina e Italia, nonché profondo conoscitore delle dinamiche internazionali e migratorie a nord e a sud del mondo. Oggetto di studio saranno in particolare le sfide del mondo globale, tra obiettivi di sviluppo sostenibile, diritti umani e migrazioni. È in questo contesto che “MEMORIE DEL NOSTRO FUGIMENTO” sarà ancora una volta utilizzato come strumento di formazione, in particolare per l’individuazione e la sperimentazione di un modello educativo delle giovani generazioni, innovativo e replicabile, sul tema della cittadinanza globale attiva. Attraverso un approccio esperienziale, l’intervento performativo avrà infatti il compito di avvicinare i partecipanti al tema delle migrazioni ponendo l’attenzione sull’incontro con l’“altro” come possibilità e ricchezza piuttosto che come emergenza o problema, stimolando allo stesso tempo i partecipanti ad essere parte attiva dei processi in cui ci troviamo immersi. Si tratta infatti di un’esperienza interattiva in cui collidono due narrazioni distanti un secolo l’una dall’altra: quella dell’esodo forzato, tra il maggio e l’agosto del 1916, di 76mila abitanti dell’Altovicentino costretti ad abbandonare le proprie case investite dalla furia della Strafexpedition austroungarica, e quella, tristemente attuale, del dramma del profugato che vede in oggi quegli stessi Comuni – come molti altri in Italia – ospitare, spesso in bilico tra accoglienza e ostilità, profughi e richiedenti asilo provenienti da zone di guerra o di emergenze sanitarie o climatiche. “MEMORIE DEL NOSTRO FUGIMENTO” è un dispositivo immersivo che permette di fare in prima persona l’esperienza di trovarsi “nei panni dell’altro”, di colui che è costretto a lasciare tutto e partire sotto la minaccia di un pericolo incombente. La performance, infatti, rende lo spettatore parte attiva di una drammaturgia di azioni e reazioni senza ruoli prefissati, intorno al tema dello “spaesamento”. Attraverso un sistema di radio-riceventi, i partecipanti si trovano all’improvviso dalla parte di chi scappa o da quella di chi osserva, nella condizione di dover decidere se prendere posizione e reagire oppure subire e adeguarsi. A partire dal tema degli stereotipi e dei pregiudizi, la performance porta gli spettatori a sperimentare direttamente come il gruppo possa influenzare le relazioni e i comportamenti, fino al conflitto, la violenza e l’emarginazione. In gioco, le emozioni e le sensazioni che si provano di fronte all’altro, allo straniero, che diventa un muro bianco sul quale si proiettano le proprie paure – prima tra tutte, quella di vedersi rubare l’identità, gli oggetti e le relazioni che la disegnano.

Il corso è gratuito e a numero limitato.

Per info e inscrizioni scrivere a  educazione.antonello@mlal.org indicando nome, cognome, telefono e istituto/gruppo di appartenenza. Per info: tel. 045 8102105.

Il progetto Silent Play si avvale di una tecnologia rinnovata grazie al sostegno della Regione Veneto attraverso il bando “POR FESR 2014.2020” a favore delle imprese culturali, creative e dello spettacolo.