di Matteo Balbo

durata circa 30 minuti
età consigliata: dai 6 anni

La storia di Giona, tra desiderio e paura. Un racconto-percorso che si sviluppa secondo uno schema narrativo lineare, raccontando le vicende di Giona che, convocato da Dio, fugge per poi redimersi. La storia va oltre l’iconografia classica che rappresenta esclusivamente Giona nella Balena, infatti sviluppa e approfondisce tutti i temi presenti nel Libro di Giona, dal salvataggio in mare ad opera del grande pesce fino allo sconforto per la mancata distruzione della città di Ninive da Parte di Dio.
Ecco allora il grande insegnamento: riuscire a perdonare ed essere pronti ad accogliere chi sbaglia, proprio come il Signore, misericordioso con gli abitanti della città di Ninive che si pentono e redimono.
I bambini – cuffie alle orecchie – partono per un viaggio, una caccia al tesoro che li porterà a sperimentare una serie di giochi teatrali collettivi, trasformando le Parole in azioni, il messaggio in relazioni, la scrittura in ascolto.


Silent Bible nasce nel 2018 a partire da una necessità: raccontare le storie della Bibbia in forma dinamica ed emotivamente stimolante e valorizzare alcuni racconti dell’Antico Testamento che contengono importanti metafore ed allegorie, suggestioni e insegnamenti. Nasce come una sfida: ridare valore alla Parola, attraverso il gioco.

L’esperienza prevede il coinvolgimento fisico dello spettatore, dal suo semplice spostamento nello spazio fino all’azione espressiva attingendo ai repertori del laboratorio teatrale e del teatro fisico. La dimensione innovativa dell’approccio al mezzo risiede nella connessione e nel rimando continuo tra diversi piani dell’esperienza:

  • Il piano cognitivo, con l’acquisizione di informazioni e la possibilità di situarsi rispetto ad esse;
  • Il piano emozionale, che attraverso la modalità dell’audio-documentario integra in un unico paesaggio sonoro voce narrante, voci di testimoni, suoni d’ambiente e musiche;
  • Il piano fisico, attraverso l’azione spaziale consapevole e multisensoriale;
  • Il piano relazionale, nel vedere la propria esperienza rispecchiata in altre persone del piccolo gruppo: una comunità temporanea che condivide l’unicità di un qui ed ora.

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