Crudo e coinvolgente il lavoro messo in piedi dalla Piccionaia grazie all’esperienza a Sarajevo di Presotto. Protagonista anche l’operatore di Medicins Sans Frontieres Pizzolato.

Il Giornale di Vicenza, 23.07.2018
di Sara Panizzon

VICENZA «Come è fatta davvero una guerra?» Inizia da questa domanda “Non abbastanza vicino” il nuovo spettacolo de La Piccionaia presentato al giardino del teatro Astra di Vicenza in forma di studio. Inizia dall’intreccio dei ricordi dell’ esperienza vissuta a Sarajevo dall’attore e regista Carlo Presotto, che ne cura la drammaturgia, e di quelli di Umberto Pizzolato, operatore umanitario in zone di conflitto con Medecins Sans Frontieres. Un duo inedito che in un anno di lavoro si è confrontato sul tema della guerra contemporanea per creare uno spettacolo, dal testo potente, reso coinvolgente anche grazie allo strumento del silent play, sviluppato con l’aiuto di Paola Rossi, Davor Marinkovic’ e al soundscape originale di Andrea Cera, che ha permesso una costante interazione con il pubblico. Gli spettatori cuffie alla mano e poi alle orecchie, in piedi, seduti e in movimento hanno assistito ad un cineracconto dove le parole, crude, veritiere e spiazzanti di Carlo Presotto sulla guerra in Bosnia hanno progressivamente lasciato il posto alle emozioni vissute sulla propria pelle da Umberto Pizzolato, figura silenziosa, ma la cui testimonianza era più vivida che mai nella tracce audio che, in modo quasi schizzofrenico, alternavano le voci e i racconti degli operatori umanitari a musiche allegre e alla superficialità della vita postata sui social. Lo spettacolo, infatti, contrapponeva non solo parole, immagini e suoni, ma anche il pubblico che diviso in due gruppi ascoltando gli audio si guardava, interagiva, ballava e rifletteva. In questo gioco di contrasti, con esempi chiari e spiazzanti, emergevano due mondi: quello delle emergenze umanitarie martoriato, affamato, sofferente e quello della bella vita condivisa sui social per ricercare like e apprezzamenti. Realtà dove anche il battito d’ali di una farfalla può cambiare le sorti e la vita di centinaia di persone perchè la potenza di una parola o di un video, condivisi in internet, possono determinare un conflitto non solo a chilometri di distanza, ma anche vicino a noi. Ad ogni riflessione e domanda il pubblico reagiva imbarazzandosi, prendendo posizione o restando immobile a riflettere mentre l’esperto Carlo Presotto guidava la narrazione con l’aiuto di Umberto Pizzolato ad aprire gli occhi agli spettatori sul lavoro di Medici Senza Frontiere.