Silent Play è un progetto de La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale coordinato dal regista, autore e attore Carlo Presotto. È un progetto di drammaturgia dei luoghi e di performance interattive, site-specific e non, che si avvale di un sistema wireless di radioguide sintonizzate sulla medesima frequenza per ricevere una traccia audio registrata oppure, grazie ad uno speciale sistema whisper, una fonte audio live.

Silent Play non è uno spettacolo: è un dispositivo. È frutto del lavoro di un’equipe multidisciplinare che, oltre allo staff artistico, progettuale e organizzativo de La Piccionaia, coinvolge anche professionisti di altra natura come architetti, storici dell’arte, urbanisti, antropologi, sociologi, a seconda del tema d’indagine di volta in volta individuato.

Silent Play è un’esperienza innovativa, fortemente immersiva e ad alto tasso di interattività. A seconda della tipologia dei destinatari, il suo registro espressivo – e il suo obiettivo – può modularsi secondo molteplici declinazioni: dalla formazione (di base o avanzata) all’azione collettiva di cittadinanza, dal progetto di indagine alla rigenerazione urbana, dalla valorizzazione territoriale al recupero della memoria, dall’azione ludica ai focus group aziendali e al teatro d’impresa. E ancora, dalla formazione di base per operatori in contesti umanitari fino all’azione ludico-pedagogica per l’infanzia, per finire con il brainstorming itinerante e la conversazione nomade in una sorta di palestra dello sguardo.

Silent Play è un modo nuovo per guardare al territorio e per fare esperienza di tematiche sociali, comunitarie, urbanistiche, ambientali attraverso un racconto che spinge i partecipanti a interagire con la realtà circostante.

Silent Play è la creazione di una piccola e temporanea comunità che vive un’esperienza condivisa e collettiva. Uno spettacolo diffuso che è al contempo ludica performance, progetto di indagine e azione resiliente e di cittadinanza.

Silent Play e la storia > Silent Play supera la restituzione della successione cronologica dei fatti, entrando nella vita quotidiana delle generazioni che hanno abitato prima di noi i luoghi oggetto di indagine, nei loro modi di guardare, di sentire, di lavorare, di immaginare.

Silent Play e il paesaggio > Silent Play è in grado di narrare il paesaggio rendendone evidente la genesi e le trasformazioni, portandone alla luce gli angoli più riposti e segreti, rendendo udibile la voce delle piante e degli animali che lo abitano.

Silent Play e il patrimonio culturale > Silent Play è in grado di rivelare, di un luogo, la musica, la letteratura, gli elementi ispiratori dell’opera di artisti ed artigiani, lo svilupparsi di usi e costumi particolari, le modalità dei tempi del lavoro e della festa, permettendo così di entrare in risonanza con lo spirito profondo che lo ha plasmato.